‘Una bellezza asciutta’ raccolta di poesie di Michele Sabatini

‘Una bellezza asciutta’ raccolta di poesie di Michele Sabatini

 


Una bellezza asciutta
di Michele Sabatini
(Bertone editore, 2025)


Chi è Michele Sabatini

Classe 1977, poeta e consulente per la comunicazione. È originario e vive a Montefalco (Pg). Si divide per lavoro fra l’Umbria e Roma. Si occupa, tra l’altro, dello sviluppo di progetti editoriali e organizza il Festival di Capalbio Libri e l’Orbetello Book Prize – Maremma Tuscany Coast.

Michele Sabatini ha iniziato a scrivere in versi a vent’anni, da autodidatta. Suoi componimenti sono stati segnalati in concorsi e inseriti in antologie, destando l’interesse di un poeta importante del ‘900 italiano come Edoardo Sanguineti. Poi, portato lontano dai casi della vita, per un tempo lungo non ha più scritto, salvo tornare a farlo nell’ultimo periodo per una volontà di rinascita. Una bellezza asciutta è il suo primo libro.

Di cosa parla

Una bellezza asciutta è una raccolta di poesie. Comprende testi scritti durante un arco temporale di quasi trent’anni e intende riflettere su un percorso: riconoscere un’evoluzione. Impostare una traiettoria.

Cosa ne penso

Ho letto con particolare interesse le poesie contenute in questo libro. Una volta non è stata sufficiente, perché nonostante la forma ritmata, non corrono veloci. Aprono in noi fenditure in cui si seminano. Per questo vanno lette due, tre, dieci volte: allora sì che germogliano come i semi a primavera.

In alcune poesie sembra che la prosa prenda il sopravvento per evocare emozioni, sentimenti o immagini, ma lo stile rimane pulito, scevro da orpelli letterari, aggettivi, ridondanze. Non a caso il poeta libanese Khali Gibran, a cavallo tra otto e novecento, scrisse: La poesia è il segreto dell’anima, perché rovinarla con le parole?

Mantenendo sempre il doveroso distacco proprio di ogni opera letteraria, è sempre presente l’io lirico, attraverso il quale Michele Sabatini riesce a trasmettere se stesso, le proprie esperienze, la sua visione del mondo e anche dell’amore, come in questa poesia:

Michele Sabatini

D’AMORE

Per una volta vorrei parlar d’amore,
di te che non trovo,
della mia fuga nella tua rincorsa.
Per una volta vorrei parlar di te che conosco,
del tuo volto velato,
del mio braccio attorno al tuo corpo nascosto.
E rivelarti la mia ricchezza nel dolore,
la povertà del mio cuore,
nel deserto d’anime che sto tessendo.
E chiamarti per nome
con un filo di voce
a rompere il silenzio d’un tepore.
Vicino a te sentirmi amico,
diventar più vero,
felice, semplicemente per un sorriso.

Come in un romanzo di formazione, queste poesie rappresentano l’evoluzione di chi le scrive verso la maturazione. Processo difficile, costellato da prove, errori, viaggi, vittorie e sconfitte che raccontano la storia di un ragazzo che diventa uomo.

“Nel libro c’è la mia vita. In fondo quella di ognuno di noi. Ci sono amori, crisi, ripartenze. Voglia di crescere e paura di aprirsi al nuovo. Errori. Insegnamenti. Felicità. Persone. Spero che chi leggerà le mie poesie possa trovarvi un pezzo di se stesso. Sarebbe un grande dono – afferma lui stesso – Leggere è importante, richiede energia e dedizione, oggigiorno siamo inondati di stimoli ed è difficile dedicare tempo alla lettura. Sapere che ci sono persone che impiegano il loro tempo leggendo le mie poesie mi rende orgoglioso. Anche i social network possono aiutare la divulgazione della poesia: io cerco di presidiarli perché possono facilitare le relazioni con i lettori”.

Una voce libera quella di Michele Sabatini, una poesia pop, alla portata di tutti non soltanto degli addetti ai lavori. Una poesia che riesce ad intrecciare tormenti interiori, inquietudini del cuore, fantasie e speranza lasciando in chi legge una malinconia serena e naturale, una delicatezza esistenziale.

UNA BELLEZZA ASCIUTTA

Ho visto sui tuoi occhi una patina,
una pagina di solitudine interna,
sete di consumare te stessa.
Ho visto un movimento asimmetrico,
rumori di fondo:
ti rapiscono e restituiscono.
Ho visto una bellezza asciutta,
consapevolezza,
un frutto che matura.
Ho visto cuore,
pulsa fra sensi di colpa,
ma è vivo: questo conta.
Non importa aver sbagliato:
è una successione,
sequenza d’attimi, belli e brutti.
Non devi aver paura
di poter aver paura:
è crescere.
Tieniti dentro quest’istanti,
assaporali, poi rigettali:
sono limite e ripartenza.
La scelta è arte,
richiede fiducia:
è coltivare un’attenzione.
Tempo che ci si regala,
per te:
te e non soltanto.
Rimani in contatto,
anche se la linea è disturbata,
chiudi gli occhi: ascoltati.
Esercizio di pensiero laterale,

senza accorgertene,
avrai aggiunto qualità.
È il costo della speranza,
forza dentro:
hai il dovere di scoprirla.
Ho visto una bellezza asciutta,
voglio che sorrida:
domani sarà bellissima.


Recensione a cura di Dianora Tinti, scrittrice e giornalista.


 

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