L’inferno di Dante, intervista all’illustratore

L’inferno di Dante, intervista all’illustratore

Ernesto Carbonetti

Dopo  l’intervista  allo sceneggiatore Cristiano Zuccarini , ecco, come promesso, quella all’illustratore Ernesto Carbonetti. A questo formidabile duo, dobbiamo la graphic novel L’inferno di Dante.

 

Come sempre, grazie a Fausto Bailo e alla Premiata Libreria Marconi di Bra (Cn) per aver reso possibile queste interviste.

Ernesto com’è nata la tua passione per l’illustrazione?

“Ho sempre disegnato, fin da piccolo…poi ho cominciato, circa 20 anni fa, a studiare seriamente per cercare di farne una professione. Ho frequentato l’Accademia Disney anche, ma non mi è riuscito di diventare un disegnatore di Topolino.

Come è avvenuto il suo incontro con la casa editrice IlViandante?

“Tramite un amico comune, coautore del progetto. Sulle prime la casa editrice voleva disegnatori propri, poi, però, sono stato la scelta finale. Anche perchè, comunque, il progetto era anche mio”.

Quando è entrato a far parte del progetto editoriale che ha consentito di realizzare L’inferno di Dante?

“Dicevo, sono l’ideatore, ho sempre voluto fare una versione a fumetti della Divina Commedia, anche se, sulle prime, volevo ispirarmi a Tim Burton come atmosfere, e quindi essere più grottesco, ma non funzionava e ho optato per soluzioni più realistiche”.

Quale tecnica grafica ha utilizzato per creare le sue illustrazioni?

“Io parto da schizzi realizzati con la penna Bic, per poi ingrandirli e calcarli al tavolo luminoso con una matita, a cui aggiungo i neri e le sfumature realizzate con matita e dito. Colore al computer“.

Per realizzare delle sue tavole si è basato sulle illustrazioni realizzate da Gustave Dorè nel 1861?

Ho cercato di non guardarlo, anche se è impossibile non averlo presente, vista la sua grandezza. Volevo realizzare qualcosa di più moderno, infatti non ho usato tratteggi come lui. Già l’accostamento del mio nome e il suo nella stessa frase è un grande onore”.

Conta di presentare il volume anche nelle scuole.

“Credo che nei piani della casa editrice ci sia anche questa possibilità, poi vedremo cosa accade”.

Progetti per il futuro.

“Ci sono tante cose che bollono in pentola, ma come si suol dire, per scaramanzia, le rivelerò al momento opportuno, eh eh eh. Però mi sento di segnalare una recente fatica realizzata insieme all’editore Paolo Baron (80144 edizioni) dal titolo Chiedi a John, che parla della famosa leggenda del doppio Mc Cartney“.

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