“Via Lattea” il nuovo disco degli Enten Hitti

“Via Lattea” il nuovo disco degli Enten Hitti


Ciò che non si può dire e ciò che non si può tacere, la musica lo esprime.
(Victor Hugo)


Chi ci segue lo sa… oltre che di libri, ci piace parlare anche di musica. Ed eccoci allora insieme agli Enten Hitti, usciti di recente con  il disco VIA LATTEA.


Il gruppo degli Enten Hitti  viene fondato da Pierangelo Pandiscia e Gino Ape nel 1996. I suoni, il teatro, la poesia, la danza in un incessante dialogo di esperimenti, viaggi e ricerche, tanto che più che un gruppo si definiscono un laboratorio di ricerca. 

 

La musica certo è la colonna dorsale. Dal debutto del 1997 con CPI/Polygram fino al sesto disco VIA LATTEA (pubblicato il 1 febbraio 2022) siamo stati e siamo cercatori di meraviglie e malati di antropologia culturale. Lontani dallo spettacolo e vicini al rito!

 

VIA LATTEA è un disco registrato fra il 2020 e la primavera del 2021. Ma le origini sono ben più lontane. Affondano nella necessità, da un lato, di rendere omaggio e ricordo ad alcune donne che, da alcuni anni, non sono più in questo mondo. Dall’altro di dire grazie ad altre donne che ora sono qui nel calore dell’accoglienza e nel coraggio del quotidiano. Questo sentimento di malinconia e gratitudine, in modo diverso, accomuna tutti i membri storici dell’ensemble. Ed è la cifra sonora del disco.


Partiamo da voi e dal significato del vostro nome…

La storia del nostro nome è lunga e a tratti anche un comica. Inizio anni 90. Post Punk. Suoniamo in umide cantine e alcuni fan ci dicono: ma come vi chiamate? Fate una musica troppo assurda. Siete una specie di purga. Chiamatevi “I TI PURGO“.

Questo nome contratto ITTIPURGO l’abbiamo usato per un po’. Poi quando ci han chiesto di fare i primi concerti stavo leggendo Enten Eller (aut aut) del filosofo danese S. Kierkegaard. Un libro che esplora la tensione fra estetica ed etica. Ci sembrava che queste traiettorie esistenziali potessero racchiudere i nostri turbamenti giovanili. E… avendo una certa curiosità per i mondi antichi, abbiamo deciso di fare un riferimento alla civiltà degli Ittiti. Cosi per caso è uscito un nome che compenetrava queste suggestioni: Enten Hitti. C’era tutto. Storia, estetica, etica. Come volevamo!

La Via Lattea è la madre di tutte le madri?

Certo la Via Lattea è la madre di tutte le madri. L’eco della vita degli universi. Reverbero del Big Bang. Da li veniamo. Li torniamo. E La via Lattea del femminile incarna questo mistero. Li si genera e si nutre la vita. Senza tempo, nel tempo.

da sx_Giampaolo Verga, Gino Ape, Mari Celeste Criniti, Pierangelo Pandiscia, Jos Olivini

Quando è stata la prima volta che gli Enten Hitti si sono ritrovati in una dimensione matrilineare?

1990. Sahara Occidentale. Al confine fra Algeria e Mali. Dopo un viaggio nel deserto restiamo ospiti per una settimana in un villaggio Touareg. Solo donne. Decidono su tutto. Organizzano tutto. Curano con la sapienza antica ogni cosa. Scelgono se i loro mariti son degni di essere accolti quando rientrano a casa. Trasmettono un enorme senso di potere, accoglienza e coraggio. Un coraggio del tutto particolare. Un coraggio… zitto. Con radici nel senso delle cose. Come non affidarsi a loro?

Quanto questa ricerca del femminile è legata al momento difficile che stiamo vivendo?

Beh, che il modello di potere patriarcale abbia fatto un bel pò di danni e generato guerre e distruzione è un fatto storico. Ben oltre l’attualità. In questo periodo, a maggior ragione, alcune qualità del femminile possono rappresentare una discontinuità rispetto al passato e indicare una via verso un futuro sostenibile. Parlo senza dubbio di qualità come l’accoglienza, il senso delle cose, il coraggio delicato del quotidiano.

La Terra, la Dea Madre, se potesse parlare nel nostro idioma e si rivolgesse all’umanità intera cosa pensi che potrebbe/vorrebbe dirci?

Ascoltami.


(Le risposte sono di Pierangelo Pandiscia, membro del gruppo)


 

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