L’equazione di Cassandra, esordio di Lorenzo Quadraro

L’equazione di Cassandra, esordio di Lorenzo Quadraro

L’equazione di Cassandra (Viola Editrice, anno 2016)

 

Lorenzo Quadraro

Lorenzo Quadraro

Chi è Lorenzo Quadraro

Nasce a Brescia il 1 febbraio 1987. Diploma di maturità classica e laurea in Giurisprudenza.

 

Attualmente lavora come consulente legale e formatore aziendale. Di indole fortemente creativa, ama da sempre disegnare e inventare storie.

 
Durante il liceo e l’università scrive, produce, dirige e collabora a videoclip, cortometraggi e lungometraggi indipendenti, ottenendo anche riconoscimenti al Festival Intercomunale di Cinema Amatoriale di Brescia, realtà piccola ma molto conosciuta in città.

 
Gli piacerebbe lavorare ad una sceneggiatura, provare a scrivere un romanzo a quattro mani e pubblicare una raccolta di racconti.

Di cosa parla L’equazione di Cassandra

E’ con la figura di una giovane donna, Cassandra, che inizia e finisce questo romanzo.L'equazione di cassandra

Non aveva idea di cosa avrebbe scoperto una volta entrata in quella casa, ma quel poco che sapeva era sufficiente per spingerla ad andare avanti.
Il peggio che le potesse capitare era di scoprire la verità. Ma la verità non le faceva paura.
È una cosa preziosa la verità, intima e accessibile solo ai bambini e alle persone curiose; piccola, come una goccia d’acqua sdraiata sopra un filo d’erba subito dopo un temporale. Tutto il resto magari è soltanto magia. E il resto non è poco.

Una storia che racchiude più vicende, tre per l’esattezza.

Quella di Cassandra, alla ricerca di risposte nascoste nel passato, di Giulio Cervi giovane universitario innamorato di Adele, bellissima ballerina italo-lituana di lap dance, e quella di Ilaria De Nardo guardia giurata pronta a tutto, ma proprio a tutto, pur di salvare la sua bambina da un cancro al cervello.

Vite che il destino ha unito inscindibilmente, lasciandole comunque divise.

 

Cosa ne penso

Difficile definire in due parole questo libro: un po’ noir, un po’ romanzo d’azione con venature introspettive che, fra l’altro, mi sono sembrate le più interessanti.

 
L’approccio con la vicenda, almeno nella prima parte, non è di immediata comprensione. Soprattutto viene da domandarsi – cosa c’entra Cassandra? Lentamente però tutto prende un senso e, nel finale, ogni pezzo del mosaico trova la sua giusta collocazione.
Si intuisce la volontà dell’autore di scavare nell’intimo dei personaggi (quello di Ilaria è certamente il meglio riuscito) che delinea in maniera verosimile, nelle diverse emozioni e approcci alla vita. Un lungo racconto sull’amore, sul senso della nostra esistenza e soprattutto sulla condizione umana.

 

Lorenzo Quadraro

 

Homo homini lupus (letteralmente “l’uomo è lupo per l’altro uomo”) spiegava il professore ad Ilaria proprio per sottolineare come sia nell’istinto innato dell’uomo sopraffare il proprio simile, come il lupo che per sopravvivere sbrana il più debole. E questo concetto è ben esplicitato nella storia attraverso le azioni dei personaggi:

 
Negli ultimi mesi Ilaria aveva covato un’aggressività e un odio fino ad allora sconosciuti e nascosti negli strati più profondi della sua anima….Ilaria considerava quello che le era accaduto come il Male assoluto. Ma la cosa che odiava più di tutte era il fatto di aver provato, seppur per un breve momento, una sensazione di piacere. Odiava ammetterlo a se stessa, ma Orazio l’aveva fatta godere. Nella sua violenza, il “Greco” aveva preso il suo corpo come segretamente le era sempre piaciuto; era entrato in contatto con la sua natura più intima e primitiva. Nemmeno Alessandro ne era capace e odiava se stessa per questo. Voleva annientare quel particolare dalla sua mente, di conseguenza l’unica cosa giusta da fare era annientare fisicamente quell’uomo.

 

Andando avanti nella lettura, diciamo da circa metà libro, la storia prende un ritmo più incalzante e coinvolgente, appassionando con un gusto lievemente malinconico ed amaro. Un ‘atmosfera decadente, quasi prossima al declino, quella che si respira in queste pagine che, nonostante alcune ingenuità, riescono a “prendere” per la profondità con la quale sono state pensate.

Nel complesso, quindi, L’equazione di Cassandra risuta una lettura piacevole intrisa di umanità, anche dolorosa, una storia convincente che in qualche modo ci appartiene perchè, come disse papa Giovani XXIII, Nulla di quello che accade all’uomo deve risultarci estraneo.

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