Quattro – Il Risveglio, esordio di Luca Farru

Quattro – Il Risveglio, esordio di Luca Farru

Luca Farru

Chi è Luca Farru

Business Planning manager, laurea in Economia, lavora in una grande corporation americana per un brand di moda piuttosto noto tra i giovani, Vans.

 

Personalità multitasking, ama diversificare e fare molte cose. Dedica infatti energie e tempo alle sue passioni che cambiano costantemente. Oltre a scrivere, ha insegnato indoor cycling in molte palestre (la sera dopo ufficio) ed ha un profilo instagram (black_bourbon87) molto seguito che conta oltre 103.000 followers con un folto pubblico anche straniero, dove fa spesso stories e lives e dove ha cercato di creare anche l’engagment di questo libro.

 

Adora viaggiare, se in luoghi piuttosto lontani meglio ancora. Il viaggio più recente e’ stato in Oman, mentre quello in agenda e’ in California dove andrà per lavoro e svago. Altra meta sarà l’Islanda, viaggio che attende con trepidazione.

 

“In merito al libro, direi che tutto e’ nato una sera, quando preso dall’ispirazione ho annotato la trama sulle note del mio smartphone ” ci dice. “Ho buttato giù prima quella, poi mi sono dedicato ai personaggi, tracciando il profilo di ognuno di loro e gli intrecci che potevano svilupparsi. Amo ugualmente tutti protagonisti, perché in ognuno di loro ho messo lati diversi del mio carattere e in loro posso rispecchiarmi. Il romanzo e’ volutamente concluso con un finale aperto, ho già’ in mente come potrebbe evolvere la storia ma, ovviamente, dipende un po’ dalla reazione del pubblico.” conclude.

Di cosa parla Quattro – Il Risveglio

Singapore, Milano, New York e Vancouver. E’ qui che abitano rispettivamente Sybil, Rose, Matt e Cody, i protagonisti di questa

Singapore

storia. Persone ordinarie, lontane fisicamente le une dalle altre, ma in realtà unite da qualcosa di potente e da un destino oscuro e comune.

I quattro vivono la loro vita, ignari dell’esistenza degli altri e del fatto che tutti stiano vivendo da cinque secoli in relativa armonia, grazie alla regina di Nuramen che ha intrappolato Serafyn, demone straordinario, carismatico e crudele che vive cibandosi della ninfa vitale degli umani.
Purtroppo l’incantesimo con il quale era stato sconfitto Serafyn ora rischia di essere spezzato, lasciandolo libero e gettando nuovamente il mondo nel male. La sacra fiamma angelica con il quale era stato sigillato vacilla dopo cinquecento anni di funzionamento perfetto.

Nemmeno i guardiani, anime pure che la regina stessa aveva scelto dal mondo degli umani prima della battaglia con Serafyn, immuni alla morte naturale del corpo e con il sangue forgiato con la fiamma sacra, riescono a spiegarsi come questo sia possibile.

Sybil, Rose, Matt e Cody scopriranno così di essere gli ingranaggi di un orribile destino, legati gli uni agli altri in maniera inscindibile, e combatteranno una guerra senza esclusione di colpi convivendo con magie, incantesimi, amori e tradimenti.

Cosa ne penso

In bilico tra un urban e un high fantasy, questa storia si snoda tra ambienti urbani e mediovaleggianti. Dalle metropoli di Singapore, Milano, New York e Vancouver si passa alla fortezza di Nuramen, il mondo irreale dove vive la regina Melania con i suoi duemila guardiani, streghe, elfi, creature dai poteri soprannaturali, troll, giganti, vampiri e demoni, a lei tutti fedeli.

 

Gli ingredienti della letteratura fantastica quindi ci sono tutti, la narrazione non è di pura evasione, i personaggi si dividono tra buoni e cattivi e gli insegnamento di base sono quelli classici dell’amore per la vita e dell’opposizione alla cultura della morte e della schiavitù.

 

Anche il plot regge bene e l’autore riesce ad imbastire una storia che appassiona anche grazie ai quattro protagonisti che, nell’affrontare circostanze improvvise e straordinarie, non si perdono d’animo dimostrando di essere in gamba e catturando l’attenzione di chi legge. Forse, in alcuni passaggi, l’autore avrebbe potuto osare di più e caratterizzarli meglio, ma questo fa parte delle ingenuità spesso commesse nelle opere prime, e comunque con il passare delle pagine anche loro acquistano una certa consistenza.

 

(alcuni personaggi di Shadowhunters)

Il ritmo della storia è incalzante, in alcune parti anche troppo veloce, ma alla fine non manda troppo in affanno il lettore. I dialoghi, che rappresentano spesso uno scoglio nella narrazione, sono ben posizionati e non appesantiscono la lettura.

La scrittura è asciutta, essenziale, scevra da qualsiasi orpello letterario e le parole sono precise, scelte con attenzione, anche in alcuni passaggi piuttosto crudi.

Una lettura quindi piacevole; una storia magica e originale adatta ad un pubblico adulto e appassionato del genere che lascia le porte aperte per un sequel che potrebbe avere ottime possibilità.

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