Novelle toscane fatte a mano e La fitoterapia di Nonna Enrichetta 

Novelle toscane fatte a mano e La fitoterapia di Nonna Enrichetta 

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Novelle toscane fatte a mano 
La fitoterapia di Nonna Enrichetta 

di Mariella Groppi e Antonella Sabatini

(Moroni editore)


 

Chi sono Mariella Groppi e Antonella Sabatini

Insegnanti elementari, appassionate ricercatrici di tradizioni popolari: gastronomia come valorizzazione dei sapori perduti, racconti e memorie, erbe e piante.

Insieme hanno pubblicati numerosi libri come La fitoterapia di nonna Enrichetta. Rimedi naturali di una strega. La medicina popolare… come una volta, Il riccio d’oro. La castagna. Memoria, storia, cultura e arte culinaria, Alice nella cucina delle meraviglie. 800 ricette popolari per le quattro stagioni, per citarne alcuni.

Nel loro viaggio hanno incontrato la penna del maestro Andrea Camilleri che ha curato la prefazione di Novelle Toscane fatte a mano.

Di cosa parlano Novelle Toscane fatte a mano e La fitoterapia di Nonna Enrichette

Le novelle raccolte in questo libro sono quelle della nostra infanzia, alcune sono state trascritte così come le hanno raccontate i nonni, altre sono state ripescate dal nostro passato e arricchite di ricordi, per questo “fatte a mano“.

 

Ricercarle e trascriverle è stato l’inizio di un viaggio in paesi lontani, in un tempo senza tempo, in cui realtà e fantasia si intrecciano. Leggerle è un’avventura percorsa col cuore in gola, sussultando ad ogni minimo rumore o scricchiolio; un colpo di bacchetta magica e nasce una città, si innalza una montagna, si apre un precipizio, appare un mostro o un cavaliere.

 

Le novelle ci ricordano il crepitio del fuoco durante le lunghe veglie invernali, quando le famiglie si riunivano intorno al focolare e i nonni, attorniati da bambini e adulti, raccontavano storie di principi e principesse, draghi e maghi, bambini piccini e giovani coraggiosi. Sono scritte con un linguaggio semplice, ricco di sfumature dialettali.

 

Attraverso questi racconti i nonni ci hanno insegnato a sognare, a crescere, a vivere. Il mondo delle novelle non esiste, forse per questo è così bello, un mondo dove si va a cavallo di un drago alato che si chiama Fantasia.

Un tempo poi la medicina era alla portata di pochi, e ci si affidava ai guaritori, vicini di casa portatori di una conoscenza e una tradizione orale, oggi ormai perduta. Sono proprio queste conoscenze che le autrici hanno ricevuto dai loro nonni, guaritori, e che trasmettono a noi con La fitoterapia di Nonna Enrichette.

Cosa ne penso

Andrea Camilleri, nella prefazione di Novelle Toscane fatte a mano, parla di questa raccolta di fiabe, di raccontini, di modi di dire e di proverbi come una sorta di quintessenza della cultura popolare contadina.

E in La fitoterapia di Nonna Enrichette troviamo curiosità, verità e leggende raccontate dagli anziani contadini, dalle “nonne”, un tempo medici e farmacisti senza lauree che con i loro rimedi casalinghi costituivano spesso il sapere del tempo.

 

Due libri, quindi, diversi ma uguali nello spirito e nella volontà di tramandare una memoria, un tesoro di esperienzache non deve e non può andare perduto.

 

Il rapporto che un tempo esisteva fra uomo e natura, era completamente soddisfacente e molte consuetudini, usanze e pratiche culinarie erano profondamente legate alla natura.
Purtroppo oggi, con l’eccessiva urbanizzazione, si è perduta la capacità istintiva di osservare, assimilare e godere della natura.

 

Mariella Groppi e Antonella Sabatini sono andate alla ricerca di saperi, storie, allegorie, espressioni che nascono dal duro lavoro, dal rapporto d’amore/odio con la terra, spesso difficile ma comunque incantevole.

In Novelle Toscane fatte a mano le autrici utilizzano a volte il linguaggio dialettale maremmano: C’è tanta robba, Và un po’ ‘n do’ voi (vai dove vuoi), un omo (un uomo) o tante cintulinate (da cintola, cintura) proprio per restituire tutta la ricchezza di una lingua che nel tempo è cresciuta e si è adeguata ad un territorio e alla cultura materiale legata ad esso.

Probabilmente alcune espressioni e storie sembrano avere poco senso oggi, perché smarrite le idee che rappresentavano. Ma è proprio questo divario temporale che ci permette di capire quanto di quel patrimonio storico e culturale sia rimasto nel nostro DNA, dentro di noi, nei nostri gesti e vita quotidiana.

Attraverso le informazioni tramandate da nonna Enrichetta e nonno Settimio, La Fitoterapia di Nonna Enrichetta ci fa conoscere il valore medico di tante piante officinali. A modo loro erboristi, farmacisti, chimici, botanici molti dei nostri nonni maneggiavano e miscelavano le piante con serietà, competenza e senza improvvisazione.

Il pregio di queste pubblicazioni, al di là delle conoscenze che ci tramanda, rimane sempre legato alla memoria storica che ci riporta alle nostre radici, segnando la nostra identità. Mantener vivo ciò che di buono e fecondo ha solcato secoli ed epoche diventando archetipo delle civiltà, diventa quindi quasi una necessità antropologica che non ci lascia mai soli. La tradizione non come ostacolo al progresso, ma stimolo per continuare su certi e sicuri cammini.

E come ci insegna il Leopardi : “ Gli italiani non hanno costumi; essi hanno solo usanze”.


 

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