“Storia di una vita d’amore” il nuovo romanzo di Carlo Sorgia

“Storia di una vita d’amore” il nuovo romanzo di Carlo Sorgia

Sta per uscire in libreria Storia di una vita d’amore l’ultimo, intenso, romanzo di Carlo Sorgia e noi lo abbiamo letto e recensito in anteprima…

Carlo Sorgia

Chi è Carlo Sorgia

Cagliaritano, Carlo Sorgia prima di dedicarsi completamente alla scrittura è stato dirigente di banca ed imprenditore.
Creativo per natura, spazia dalla narrativa alla poesia, fino alla fotografia e pittura, con lo stesso entusiasmo e stupore.

 

Innamorato della famiglia e della sua Sardegna, ispirato dalle bellezze della natura e dai sentimenti, in particolare quelli dell’amicizia e dell’amore, inizia il suo percorso letterario con la poesia (ne ha al suo attivo oltre 800).

 

Dalla poesia alla narrativa il passo è breve e lo compie con successo di pubblico e critica. Esordisce così con A cavallo della vita (ed. Booksprint), romanzo autobiografico, prosegue con Il sangue è solo un liquido? Storia di una famiglia ritrovata (ed. La riflessione) che narra la vicenda di una donna che riesce a ritrovare il fratello adottato. Seguono i gialli Delitto a Bosa (ed. Di Buono),Tutta colpa della luna e Il fiore del cappero (LFA Publisher), il libro per ragazzi Il maialetto rapito ed altre storie (LFA Publisher).

 

Storia di una vita d’amore è la sua ultima fatica letteraria e che ora andremo a conoscere.

Cosa ne penso

C’è sempre un tempo nella vita, in cui ci fermiamo un attimo, smettiamo di guardare solamente avanti e, richiamati da qualco sa di vago come nebbia, ci vediamo costretti a guardarci indietro. È rimasto tutto uguale, oppure ci sono stati dei cambiamenti,soprattutto in noi stessi, ci chiediamo.

Per i fratelli Roberto e Claudia, quel momento coincide con le ultime ore di vita della madre Adele, affetta da Alzheimer.
Istintivamente Roberto sente per primo la necessità di voltarsi, di riprendersi parte della vita, delle radici, e si tuffa nei
ricordi. Abbandonando quella forma di pudore che, spesso, ci impedisce di aprirci agli altri, lentamente anche Claudia si lascia andare e comincia a tirar fuori dai cassetti della memoria immagini sbiadite, ma mai dimenticate.

Con una narrazione poetica, partendo dalla malattia di Adele, l’autore riesce a far riflettere sull’importanza degli affetti e soprattutto sulla necessità di condividerli con le persone che si amano. Curvarsi su se stessi rappresenta sicuramente una tappa per la nostra crescita, ma riuscire ad esprimere le nostre emozioni in modo sano può aiutarci ad essere maggiormente in connessione con gli altri.

 

Una storia delicata e commovente che ripercorre, attraverso i ricordi dei due fratelli, non soltanto gli episodi più significativi delle loro adolescenze e fanciullezze, ma anche la vita di altre figure familiari, come quella dei genitori Adele e Salvatore,  quest’ultimo innamoratissimo della moglie. “Le anime gemelle s’incontrano di tanto in tanto e a volte non si

Gustav Klimt, Il Bacio, 1907-1908, olio su tela

lasciano mai.” Dice Roberto di loro.

Ed ecco quindi che accanto, e in mezzo, alla malattia emergono squarci di vite passate e di rapporti che tanto peso hanno
avuto nell’esistenza dei protagonisti, come quello speciale tra Roberto e il nonno Michele.

Il passato, riaffiorando nitido attraverso episodi solo apparentemente insignificanti, è, sì travolto dal progresso, ma per fortuna non cancellato. La memoria diviene così un indispensabile strumento per comprendere e rispondere alle richieste del presente e, scorrendo queste pagine, si riscoprono valori e saggezze naturali, spontanee e a volte incolte che riscaldano l’anima.

Ciò che colpisce di più, sono la raffinatezza, la semplicità e il decoro con i quali vengono tratteggiati personaggi e situazioni. In particolare, quando la malattia si mostra in tutta la sua malignità, facendo perdere progressivamente ad Adele, non solo le facoltà mentali e fisiche ma soprattutto la dignità. È qui che Carlo Sorgia riesce a regalarci intensi momenti di umanità e tenerezza senza crogiolarsi mai nel dolore.

Un’opera completa dove non manca nemmeno quella subdola sensazione di angoscia e insicurezza, una sorta di “mal di vivere” di ungarettiana memoria, dove è l’esistenza stessa a provocare la sofferenza.

Roberto ragiona infatti sul senso della vita e sul mondo che “…dà e prende a piene mani, come severo padrone, e non guarda in faccia nessuno… Ineluttabile, si presenta il momento in cui devi restituire tutto ciò che ti è stato concesso solamente in prestito e capisci solo in quell’istante che nulla è per sempre.

La vita è terribile. È lei che ci governa, non noi che la governiamo, avrebbe detto Oscar Wilde. Un romanzo ben costruito ed intelligente che ci fa sentire in simbiosi con i protagonisti. Chi, nella vita non ha vissuto, in momenti particolari, gli stessi loro sentimenti e smarrimenti? Chi non si è sentito un po’ in colpa per parole non dette? Chi non conserva in un cassetto una vecchia fotografia, una lettera, una poesia, la memoria di un incontro, di un attimo fuggito via?

 

Storia di una vita d’amore è una lettura garbata che coinvolge, terapeutica, che ci insegna ad ascoltare e ad ascoltarci, e non soltanto quando la vita ci pone davanti ad eventi irrimediabili.

 

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