Biennale Creatività Femminile Bra: Giorgia Ruggeri e Kiki Maggiora

Biennale Creatività Femminile Bra: Giorgia Ruggeri e Kiki Maggiora

Con grande piacere, e grazie a Fausto Bailo e la Premiata Libreria Marconi di Bra, abbiamo intervistato Giorgia Ruggeri, Kiki Maggiora e Cristina Valente, talentuose artiste della Biennale della Creatività al femminile – W.A.B. Women art Bra che si è da poco conclusa a Bra, in provincia di Cuneo.

 

Questa 3^ edizione della mostra-concorso completamente dedicata al talento delle donne, ha presentato una novità importante rispetto alle passate edizioni, perchè oltre alle creative italiane, ha visto la partecipazione di artiste provenienti da altri paesi europei, come Germania, Svizzera, Regno Unito e Romania.

 

Oggi ci occuperemo del duo Giorgia Ruggeri – Kiki Maggiora, autrici dell’opera fotografica che vedete in copertina dal titolo Self-help (au-to aiu-to) che a vinto il 2^ Premio, ma a breve seguirà l’intervista con Cristina Valente coautrice dell’opera Sguardo di donna, un mix tra arte, poesia e musica.


Giorgia Ruggeri

Giorgia Ruggeri nasce a Torino, Laureata all’Accademia Albertina delle Belle Arti di Torino in Nuove Tecnologie e diplomata in Illustrazione alla Scuola Internazionale di Comics di Torino. Musicista nel gruppo “Twee” ed illustratrice.

Giorgia Ruggeri

Giorgia, ci parli di lei e di come si è appassionata all’illustrazione…

“Di base sono un’illustratrice, ma appassionata di arte in generale. Ho cominciato a disegnare alla scuola materna come tutti i bambini, ma è una passione che è rimasta costante negli anni. La mia tematica ricorrente sono i volti e, nel guardare una persona, mi accorgo che spesso la disegno con gli occhi, ripassando ombre e luci, proprio come faccio poi con una penna nera sulla carta”.

Quali sono i suoi artisti di riferimento?

Ricerco ispirazione e stimoli in tantissime forme d’arte, principalmente nella fotografia e nel cinema. Parto sempre da un fotogramma o da una fotografia per poi dare la mia interpretazione con un segno grafico. I miei artisti di riferimento sono Schiele ed Hokusai per il segno, Mapplethorpe per lo studio di luci ed ombre, Andy Warhol per il carattere Pop delle mie illustrazioni”.

Quando ha sentito parlare per la prima volta della Biennale della Creatività al femminile di Bra?

“Da conoscenti che ne hanno elogiato il fine e l’impegno, caratteristiche che abbiamo potuto toccare con mano partecipando in prima persona alla mostra”.

Come è nata la vostra collaborazione?

Giorgia e Kiki  – “In modo del tutto naturale, perché condividiamo le stesse idee e i medesimi obiettivi. Ci esprimiamo tramite due mezzi diversi, che diventano complementari quando lavoriamo insieme. Questa stessa lunghezza d’onda su cui viaggiamo e la facilità con cui diamo vita ai nostri lavori in maniera armonica è dovuta al nostro legame, in quanto siamo una coppia anche nella vita, oltre che nell’arte”.

Come è nata la fotografia self-help (au-to aiu-to)?

Giorgia e Kiki – “La fotografia, che ha vinto il secondo premio alla 3^ Biennale della Creatività al Femminile di Bra, è nata dall’esigenza di unire i nostri due mondi artistici: la fotografia e il disegno. Abbiamo voluto rendere un’anziana donna la protagonista di questa mostra dedicata all’arte femminile, rimarcando le rughe del suo volto senza cercare di nasconderle. Il passare del tempo è esperienza, è indipendenza, è forza”.

Dove vi piacerebbe tenere la prossima mostra?

Giorgia e Kiki – E’ un momento complesso in cui l’arte viene messa da parte per un bene più grande che è quello della vita, ma sappiamo che tornerà con grande forza, dopo esserci mancata. L’arte è indispensabile e troverà sempre una via. A noi piace sognare in grande e ci piacerebbe riuscire ad esporre anche al di fuori dei confini italiani, per mostrare il nostro progetto legato al Coronavirus intitolato appunto “Covid-19”, con cui evidenziamo ciò che più ci è mancato, ci manca e ancora ci mancherà finché l’emergenza non sarà passata, ovvero i rapporti umani”.


Kiki Maggiora

Kiki Maggiora nasce a Bra; attualmente vive a Torino, Laurea in Accademia delle Belle Arti. Fotografa freelance si occupa prevalentemente di eventi e reportage di live.

Kiki ci parli di lei e di come si è appassionata alla fotografia…

Kiki Maggiora

“Non so dire né come né quando sia nato il mio amore per la fotografia, ma sicuramente quello per l’ arte mi accompagna da sempre. La curiosità nei confronti del mondo mi ha spinta a intraprendere numerosi viaggi, sempre accompagnata dalla mia macchina fotografica.

 

Ho sempre avuto l’esigenza di mettere su carta tutto ciò che i miei occhi inquadravano, creare immagini che potessero trasmettere davvero le emozioni di quel preciso momento bloccato nel tempo. Per questo per me la fotografia è come una magia. Quando in Accademia ho iniziato a giocare con la camera oscura ne sono stata completamente rapita deviando i miei studi di Interior Design. Il design rimane una mia grande passione, che ho avuto modo di apprezzare maggiormente dedicandomi alla costruzione pratica delle mie idee, passando dal concetto alla concretezza. Amo tutto ciò che è idea e, di conseguenza, tutti i modi tramite cui queste idee vengono espresse. L’ assenza di regole da vita a una libertà senza confini”.

Quali sono i suoi fotografi di riferimento?

“Se si parla di amore per lo scatto, lasciando da parte le esigenze e i compromessi lavorativi, non ho mai dovuto capire quale ramo della fotografia mi colpisse di più. Per me la fotografia è quella di strada, è il reportage. Di conseguenza i grandi maestri di sempre per me sono Bischof, Bresson, Capa. Avedon mi è sempre stato molto simpatico per i suoi particolari ritratti in b/n. Amo la genialità di Erwitt, la profondità di Berengo Gardin. Sento molto vicina a me Vivian Maier. Come nella musica, sono rimasta nel Novecento”.

Quando ha sentito parlare per la prima volta della Biennale della Creatività al femminile di Bra?

“Da conoscenti braidesi e da mia mamma che ha pensato che a me e Giorgia potesse interessare partecipare”.


 

 

 

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